PITTORI IN FIRENZE
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Autoritratto Olio su tela 60x80


Schegge Olio su tela 50x70


Introspezione Tecnica mista su tela 40x50


Esplosione blu Tecnica mista su tela 50x60




Eleonora Rossi

All'inizio fu il kaos, l'indistinto disordine governato da una mente superiore da cui si originò la vita.
Sembra essere questo l'assunto principale, la primaria fonte di ispirazione di Eleonora Rossi.
Se, infatti, si percorre con uno sguardo d'insieme la sua più recente produzione, ci si trova di fronte a un complesso di opere a prima vista disomogenee e talora anche diverse per risultati formali. Esplosioni di colori sostenuti da fitte pennellate che si diramano da un nucleo centrale dall'abbagliante luce bianca e alludono alla densità della materia primordiale non ancora coagulata in forme precise; vorticose spirali asimmetriche che risucchiano e coinvolgono nel loro acceso cromatismo l'occhio e la mente di chiunque le osservi; pensosi in indefiniti spazi dalla candida densità lattea; tormentate mani che fanno vibrare di profonda emotività il campo visivo; morbide carnagioni femminili avvolte sensualmente intorno a un immaginario asse centrale.
Quadri in cui è assente ogni riferimento oggettuale, si alterano a immagini di intenso realismo, senza apparenti legami.
A ben vedere, però, un filo conduttore esiste ed è ben solido. Un movimento vorticoso, appena accennato o evidente che sia, origina l'immagine, come il materializzarsi di sembianze derivate dall'aggregazione di particelle infinitesimali, quasi metafora dei modi di procedere della pittura: l'immagine prende forma dal vario addensarsi e dal combinarsi dei pigmenti su una superficie e la qualità del risultato formale dipende dal continuo, imprevedibile modificarsi di qui rapporti. Il kaos primordiale, appunto, quando dall'esplosione del nucleo originario prendono vita le varie forme dell'esistenza. Eleonora, pero, non sembra credere che le complesse vicende della vita siano frutto di casualità, ma di una imperscrutabile volontà superiore; è questa volontà che determina le aggregazioni di materia e che le sostanzia di quell'afflato spirituale che definisce, di volta in volta, le singole peculiarità e le modalità dei loro reciproci rapporti. Una volontà imperscrutabile che impronta di sè la mente umana. E' proprio la mente dell'uomo che rappresenta il delicato punto di passaggio, di mediazione tra i misteri della vita e il bisogno di padroneggiarli. Ma anche la mente rischia di perdersi nel vortice del diuturno scorrere del tempo e del continuo trasformarsi dello spazio se non è sostenuta da un convinto atto di fede.
Cosi sembra pensarla Eleonora.
Ecco, allora, emergere dall'indistinto turbinio i volti assorti e malinconici, ma, soprattutto, le tormentate mani; mani volitive e dolci nello stesso tempo, mani che talora ammiccano maliziosamente, talaltra si contorcono con intensa tragicità; mani cui è affidato, quasi sempre, il nucleo poetico dell'ispirazione.   
Il convulso movimento a spirale conferisce all'insieme dilatazione segnica ed espansione cromatica, ma è, in definitiva, messo in soggezione dalla vitalissima presenza di queste significative parti del corpo, sintesi e simbolo dei ritratti essenziali della personalità; mani che sembrano essere di materia viva, materia che palpita sotto la spinta di una passione pittorica fatta di sentimento e di coraggio, di tormentati dubbi e di certezze sempre più precarie e illusorie. Difficilmente Eleonora può essere assimilata ad un qualsiasi "allineamento linguistico".
Del resto, dopo gli ultimi "ismi" stabiliti dalle avanguardie degli anni cinquanta e sessanta del Novecento, la ricerca artistica ha dato corso a una nuova stagione espressiva caratterizzata dal desiderio di autonomia dei singoli linguaggi e di originalità di ogni contributo. Oggi gli "allineamenti" che un tempo inglobavano il pensiero, i colori, le forme di vari artisti all'interno di un unico indirizzo, hanno scarsa ragione di esistere, salvo nei casi - malaugurati - in cui siano introdotti dalle acrobazie interpretative di critici bisognosi di ritagliarsi uno spazio personale nel dibattito artistico.
In questa linea di autonomia linguistica si muove Eleonora, seppur con qualche scarto di registro dovuto alla sua voglia di sperimentare.
Non c'è dubbio, come in altra occasione ho affermato, che nel mondo pittorico di Eleonora, fatto di immaginazione e di perizia tecnica, un ruolo importante assuma il suo lavoro di restauratrice. Intervenire su un'opera di altri per restituirla a condizioni di corretta leggibilità, significa possedere doti di grande sensibilità tecnica e umana, raffinate capacità di interpretazione e di adattabilità. Doti che sono indispensabili anche - e, forse, di più - quando ci si rivolge verso la propria interiorità e si cerca di organizzarla in codici espressivi densi di significato. In entrambi i casi le mani, la duttibilità, la sensibilità dei polpastrelli e delle articolazioni,sono le assolute protagoniste. Altro che protesi del cervello! Le mani sono strumento essenziale di conoscenza, elemento determinante per fissare gli attimi fuggenti della vita, del pensiero e del sentimento, per cogliere il complesso fluire dell'esistenza.
Ecco le ragioni del loro protagonismo nell'opera di Eleonora Rossi. La pittrice sembra, della sua realtà individuale, inseguire ciò che è mutevole (da qui la continua, ossessiva presenza del vortice); pare segretamente convinta che solo attraverso il mutare dell'immaginazione si possa cogliere il rapporto tra l'immutabile e il transitorio. E allora l'intreccio di mente e mani, attraverso lo strumento della memoria, fornisce il materiale per la spinta creativa; in modo da decantare gioie e dolori, serenità e tragedia in un flusso di emozioni che non sempre si concretizzano in immagini gradevoli e accattivanti. E non lo sono proprio perché vogliono rappresentare un mondo interiore in palpitazione che tende ad allacciare con la realtà esterna un rapporto fatto di armonie, ma anche di ruvide discontinuità.
Ilario Luperini  Aprile 2001
 

Luoghi di esposizione:

Eleonora Rossi
V. del Gallo,19 LUCCA
Telefono 0583.467775


Per scrivere al pittore 

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